Per poter visualizzare tutti i contenuti è necessario avere la versione attuale di Adobe Flash Player.

Home La Storia della Benevola La Benevola e Presina Immagini Come Arrivare Tariffe Passeggiate e ... ...Dintorni Camposcuola alla Benevola Contatti Link Eventi e Info Ristrutturazione 

La Benevola e Presina

La Benevola e la parrocchia di PresinaIl 1977 è stato un anno determinante per la parrocchia di Presina: importante perché come accadeva ciclicamente si attendeva il nuovo parroco e il suo arrivo si rivelò risolutivo per tanti aspetti, tra i quali la realizzazione di un sogno: una casa a disposizione della comunità per i campi scuola, i momenti di fede e di aggregazione… ma facciamo un passo indietro. Il consiglio pastorale saputo che il nuovo pastore era stato designato, organizzò una delegazione per portare i saluti e il benvenuto di tutta la comunità; la delegazione era composta da: Gianfranco Pajusco, Ugo Pettenon, Lino Bagolan, Elia Girardini, Albino Buffagnotti, Romeo Ineschi, Maria Zambello, suor Alessandra e Don Pio. giorno sonoIgino Dalla Valle!. Il curato accolse il comitato a Velo D'Astico un paese vicino: poiché non aveva ancora comunicato ai suoi parrocchiani di Meda che da lì a poco li avrebbe lasciati per un' altra comunità. Fu un incontro caratterizzato da una conversazione molto simpatica e ricca di convenevoli ma che lasciava già trasparire qualcosa. Fin da quell’ occasione don Igino si informò molto candidamente se a Presina si svolgessero campeggi, gite, campiscuola, vacanze parrocchiali o quant’altro; insomma stava già cercando di “tastare” il terreno. Alla sera dello stesso giorno, parte della comitiva si intrattenne all’osteria Favarin per comunicare a coloro i quali non erano potuti partecipare le prime impressioni avute. Il giorno dopo il suo ingresso a Presina, che avvenne il 30 gennaio 1978, il desiderio del nuovo parroco di iniziare la vita parrocchiale proponendo qualcosa di importante fu soffocato dal timore di: “ arrivare e subito chiedere ”. Comunque riuscì ad organizzare una gita sulla neve, con pranzo al sacco, a Tonezza alla quale partecipò un discreto numero di persone, era metà febbraio circa, il gruppo fu ospitato per il pranzo da don Luigi Faccin presso la sala del cinema di Tonezza. Il 31 Marzo l’occasione si ripeté con una nuova escursione, questa volta a Lavarone, con l’intento di andare a visitare i luoghi in cui don Igino organizzava i campeggi in tenda con i ragazzi di Meda. Quel giorno però il tempo non era dei migliori, infatti a Presina pioveva copiosamente mentre a Lavarone una nevicata abbondante impedì alla comitiva di proseguire fino alla meta stabilita. Si decise allora di deviare per Folgaria e data l’occasione il prete ondusse la nuova comitiva a vedere una casa che sapeva già essere in vendita. Questa casa, la Benevola appunto, era sita nella località conosciuta come (Località Colpi) vecchio Mulino di Echem, a pochi passi dal centro di Folgaria, chiusa all’interno di una piccola incavatura del paesaggio alla cui destra scorre tuttora un corso d’acqua, il Rio Cavallo, ora chiamato Rio Madonna. In quell’occasione la neve era stata così generosa che il gruppetto capitanato dal parroco dovette farsi strada attraverso ben 2 metri di neve, scendendo giù per la “ rampa ” sino ad arrivare alla porta d’entrata. L’evento fu così fortuito e privo di premeditazione che durante la visita don Igino inzuppò sia scarpe che calzini tanto che i suoi compagni i viaggio gli fecero dono di nuove calzature. Tra coloro che parteciparono alla gita c’erano: Maria Zambello, Gianfranco Pajusco, Guido Danieli, Bruno Reato; fu quella la prima volta che qualcuno degli abitanti di Presina vide la Benevola. Già da quel momento e nei giorni a seguire don Igino confidò a coloro con i quali era più in confidenza, il desiderio di acquistare la casa per la comunità: così iniziò un susseguirsi di consultazioni e un frenetico passaparola al fine di sensibilizzare quante più persone possibile e racimolare in qualche modo la cifra necessaria per comprare la proprietà; ben 40 milioni di lire!. I ricordi di coloro che hanno raccontato questa piccola avventura riferiscono che la parrocchia non disponeva di nessuno di questi soldi, ma la catena mana che si era creata, la solidarietà e l’amore per la collettività fece sì che numerose famiglie di Presina prestarono, ognuna secondo le proprie possibilità, una somma per arrivare alla cifra necessaria, con l’accordo che tale somma sarebbe stata risarcita col tempo. Nonostante l’impegno della comunità però la somma raccolta dai paesani non era sufficiente e fu così che don Igino, anche grazie alla propria famiglia, integrò il rimanente, circa 12-13 milioni. Molte di queste famiglie fecero dono alla comunità del denaro prestato. La casa fu aperta alla comunità già dall’estate del 1977 ma definitivamente comperata nel 1978. È quindi grazie all’amore degli abitanti di Presina e al sogno di un prete lungimirante che La Benevola da quarant’anni è punto di ritrovo per tutti coloro che si riconoscono nei valori della cristianità, che cercano momenti di aggregazione sociale, che vogliono respirare aria sana in un’atmosfera famigliare che amano la montagna e vogliono essere in qualche modo “più vicini al cielo”.



Disattiva audio

Chiunque ritenesse inappropriata la propria presenza nelle foto o nei contenuti presenti sul sito, lo segnali all'indirizzo Email: provvederemo a rimuoverla quanto prima.

info@labenevola.com


https://www.facebook.com/LaBenevola/?ref=bookmarks